Sintomi del reflusso gastroesofageo, diagnosi e cause principali

In Italia e nel mondo sempre più persone tendono a soffrire di reflusso gastroesofageo, una patologia più o meno fastidiosa che coinvolge il tratto digerente e impedisce di digerire correttamente gli alimenti provocando una sensazione poco piacevole e talvolta addirittura dolorosa.

Nel caso in cui siate soggetti a questo genere di condizione il suggerimento è di chiedere consiglio al medico per una eventuale terapia, ma allo stesso tempo porre una maggiore attenzione alla dieta quotidiana.

Nello specifico un pasto davvero importante è la colazione, che consente di iniziare la giornata con energia e allo stesso tempo stimola di prima mattina una reazione dello stomaco.

Esistono una serie di alimenti che meglio si adattano al reflusso gastroesofageo, andando a lenirne i sintomi o, in ogni modo, non peggiorando la situazione.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio cosa è meglio mangiare in simili circostanze, così da iniziare un percorso di miglioramento dei sintomi per sentirsi meglio nel corso dell'intera giornata.

Assaporando un pasto corretto sentirete venire meno il senso di pesantezza all'altezza della bocca dello stomaco e sarete pronti a partire con lo sprint giusto.

Cos'è il reflusso gastroesofageo?

Prima di cercare di combattere il nemico con l'arma dell'alimentazione, è opportuno conoscerlo nel dettaglio così da trovare i suoi punti deboli.

Quando si parla di reflusso gastroesofageo ci si riferisce a una patologia che prevede un forte bruciore a livello addominale che coinvolge soprattutto l'area appena sotto il petto.

La sensazione è quella di subire un forte peso che opprime e di non riuscire quindi a digerire nessun alimento che viene ingurgitato.

L'incidenza di questa condizione è molto alta nella popolazione italiana e coinvolge principalmente individui dai 35 ai 45 anni, spesso soggetti a una vita stressante che influisce in maniera negativa sulla salute.

La colpa di questi rigurgiti dal sapore amaro è da attribuirsi ai succhi gastrici prodotti all'interno dello stomaco, che con il loro ph acido risalgono la zona donando una dolorosa sensazione.

Quali sono i sintomi del reflusso gastroesofageo?

I sintomi di questa malattia che coinvolge 5 milioni di italiani sono numerosi e possono comparire singolarmente oppure essere presenti tutti insieme.
Tra i più noti ricordiamo la nausea forte, accompagnata da tosse, raucedine, difficoltà a deglutire, mal di gola, otite più o meno persistente o lievi forme di asma.

Solitamente questo spettro si presenta a seguito dei pasti oppure in posizione supina di relax, quando il corpo tende a distendersi e i succhi gastrici a risalire il canale e provocare un fastidioso bruciore.

Il suggerimento, infatti, è quello di non sdraiarsi subito dopo al colazione o i pasti principali, ma di muoversi per qualche minuto in modo da limitare la sensazione sgradevole.

-> Leggi anche "Limone e gastrite, fa bene o fa male?"

Sintomi principali del reflusso:

I sintomi principali della malattia sono:

  • Bruciore dietro lo sterno
  • Rigurgito acido 
  • Sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione
  • Tempi di digestione lunganausea
  • Laringite cronica, tosse, raucedine, abbassamento della voce
  • Singhiozzo
  • Asma
  • Dolore toracico (simile a quello di natura cardiaca)
  • Otite media
  • Insonnia.

-> Leggi l'articolo su cosa mangiare a colazione se soffri di reflusso

Cosa mangiare con il reflusso gastroesofageo?

Vediamo come fare una dieta per alleviare reflusso gastroesofageo, cosa mangiare, cosa bere e quali cibi evitare.

Ma quali sono gli alimenti da evitare per chi soffre di reflusso gastroesofageo?

  • evitare gli alimenti molto grassi, ad esempio i fritti, e quelli acidi che favoriscono il reflusso verso l’alto del materiale gastrico, come gli agrumi, l’aceto e il caffè
  • consumare con moderazione il cioccolato, i latticini (meglio se freschi e magri, come ad esempio la ricotta) e le uova, preferibilmente non fritte.
  • hanno il via libera le verdure crude e cotte, i cibi integrali, le carni bianche (evitando maiale e agnello) e i pomodori, preferibilmente cotti.

Quali metodi di cottura scegliere?

Sarebbe opportuno preferire quelli leggeri che non prevedono l’utilizzo di oli o spezie, quali la cottura al vapore, al cartoccio o alla piastra.

Reflusso gastroesofageo quando preoccuparsi?

I “campanelli d’allarme” che devono far sospettare una causa importante del reflusso gastro sono: il vomito biliare (di colore verdastro) o con sangue, il vomito incoercibile, l’arresto della crescita, quando si associa ad altri sintomi come diarrea, febbre, distensione addominale, o se durante la visita si notano anomalie quali ingrandimento degli organi addominali, un alterato sviluppo neurologico, una circonferenza cranica che aumenta troppo e in poco tempo.

La diagnosi di reflusso gastroesofageo

Quali esami fare per diagnosticare il reflusso?

  • Esofagogastrododenoscopia (EGDS)
  • Radiografia del tubo digerente con mezzo di contrasto
  • Manometria esofagea
  • pH-impedenziometria delle 24 ore.

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