Colite sintomi, cause, cosa mangiare, rimedi

La colite è un disturbo piuttosto comune che interessa una grande percentuale della popolazione. Ciononostante sono molte le persone che non hanno consapevolezza di cosa sia, di quali siano le cause che la scatenano e ancora meno quali siano i rimedi utili per combatterla.

In questa guida sulle cause e i sintomi della colite ci proponiamo di fare chiarezza sull’argomento con il fine di fornire tutte le informazioni utili per gestire al meglio questo disturbo facendo prevenzione, scegliendo i migliori rimedi e l'alimentazione più corretta per combattere la colite in modo naturale.

Cos’è la colite?

Con il termine colite si indica un disfunzione del secondo tratto dell’intestino crasso, ossia il colon, i cui sintomi principali prendono forma di crampi, gonfiore, stitichezza e dissenteria. In passato il termine è stato usato in maniera più generica e comprendeva altri disturbi, sindromi e fenomeni infiammatori che interessano l’intestino crasso.

Oggi la tendenza è quella di limitare questa terminologia solo per gli eventi che riguardano specificamente il colon limitatamente ai sintomi già elencati. Nello specifico si parla di colite quanto si è in presenza di un’infiammazione della mucosa colica.

Come ogni disturbo e patologia, anche la colite si distingue per tipologie, quindi la causa della colite, la durata, ossia la capacità del disturbo di persistere nel tempo nonché il suo grado di recidività. Vediamole nel dettaglio.

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Tipologie di Colite

Colite primaria, anche detta primitiva: si parla di colite primaria quando l’origine del fenomeno infiammatorio interessa il colon stesso.

Colite secondaria: quanto il fenomeno è originato da patologie riconducibili ad altri organi.

Colite acuta: quando i sintomi - dolori addominali, diarrea e/o stipsi - si manifestano all’improvviso.

Colite cronica: si manifesta come conseguenza delle forme acute trascurate e/o non opportunamente curate.

Colite infettiva: tutte quelle coliti che si manifestano in seguito a infezioni batteriche.

Colite ischemica: si manifesta come conseguenza di una riduzione parziale o totale del flusso sanguigno nel colon.

Colite pseudomembranose: generalmente causate come effetto collaterale di una massiccia assunzione di antibiotici.

Colite ulcerosa: si manifesta in seguito ad una forma grave di infezione delle mucose del colon e del retto con presenza di sangue e ulcere diffuse.

Dal punto di vista clinico, le ulcere acute sono statisticamente più diffuse e principalmente sono da imputare ad infezioni. Buona parte di questi casi generalmente muta da uno stato di ulcera sporadica a cronica.

Lo stato di cronicità dell’ulcera si può manifestare in maniera alternata, in questi casi si è in presenza di IBD - Intestinal Bowel Disease.

Si tratta di fenomeni infiammatori che passano da stati acuti a stati remissivi. In questo caso il fenomeno non interessa sempre il colon, in ogni caso interessato nel 50% dei casi nella, ma affetta parte dell’intestino tenue, ma anche altri organi.

Le cause della colite

Le cause più comuni dalle quale scaturisce la colite sono le seguenti.

Fenomeni infettivi derivanti da batteri, virus o parassiti. Più genericamente si chiamano influenze intestinali con carattere virale, ma statisticamente, in percentuali uguali si può manifestare anche la colite pseudomembranosa dovuta alla presenza di Clostridium Difficile.

La colite si può manifestare quindi come conseguenza di patologie autoimmuni.

Per quanto riguarda la colite ischemica, la causa possono essere la compresenza di malattie vascolari. Le più incisive in questo senso sono l'arteriosclerosi e il diabete, i cui effetti collaterali possono creare problemi di circolazione promuovendo fenomeni di necrosi della mucosa intestinale.

Si è inoltre dimostrato che la colite può manifestarsi in conseguenza a complicazioni derivanti da trattamenti di chemioterapia e/o radioterapia.

Allo stesso modo alcuni tipi di farmaci come FANS o PPI in compresenza di allergie alimentari possono favorire il manifestarsi di questo disturbo.

Infine ci sono cause più generiche come stress e/o cattive abitudini alimentari.

Quali sono i sintomi della colite?

Come abbiamo avuto modo di evidenziare, ci sono diverse tipologie e stadi della colite. Ciononostante, i sintomi sono sempre gli stessi che possono apparire in maniera isolata o simultanea. Uno dei sintomi sempre presenti è la diarrea solitamente accompagnata da fenomeni come dolori addominali, affaticamento, stati influenzali e perdita di peso in conseguenza alla perdita di appetito.

Se questi sono i sintomi comuni già di per sé sufficienti a compilare una diagnosi di colite, altri sintomi secondari, come febbre, respiro corto e tachicardia, non sempre manifesti, possono essere attribuiti alla colite.

Ma non solo, in percentuale molto minore possono manifestarsi bruciori alla gola e in generale alla bocca, percezione di gusto amaro, difficoltà a deglutire, quindi nausea, vomito, senso di sazietà, mal di stomaco generico, borborigmi intestinali e dolori topici all’ano e al perineo.

Sono stati oltremodo rilevati fenomeni di gravi ulcerazioni della bocca e disturbi articolari e cambiamenti cutanei dolorosi.

Complicanze da colite

La colite è una patologia degenerativa che può portare a complicazioni se trascurate o non correttamente trattate. Una delle complicazioni più gravi è il tumore al colon che può manifestarsi come conseguenza di infiammazioni intestinali di carattere cronico. Quindi il megacolon tossico, ossia la dilatazione del colon che spesso richiede un intervento di emergenza chirurgico.

Più in generale possiamo dire che a prescindere dalla tipologia di colite, queste non sono mai oggetto di autoguarigione, pertanto è indispensabile un trattamento clinico al fine di risanare le infiammazioni e ripristinare il corretto funzionamento del colon con il fine di evitare lo sviluppo di patologie secondarie come fistole, perforazioni, stenosi, ascessi, e sanguinamento diffuso.

Quali sono gli esami in caso di sintomi da colite

Una doverosa premessa: in caso di sintomi è sempre buona norma rivolgersi al proprio medico curante che saprà indicare gli accertamenti opportuni e compilare le relative prescrizioni mediche al fine di ristabilire il naturale stato di salute del paziente.

Detto questo, di seguito riportiamo quelli che sono gli esami che generalmente vengono prescritti necessari per la compilazione di una diagnosi di colite in presenza di sintomi.

Esami del sangue: sono utili per individuare la presenza di anticorpi detti AGA, che evidenzierebbero un intolleranza al glutine scagionando la colite (primaria) come causa sintomatologica.

Test del respiro: in inglese Breath Test, serve per individuare la presenza di infezioni gastrointestinali o intolleranza al lattosio.

CDSA: si tratta di un esame tramite il quale è possibile monitorare le funzioni proprie dell’intestino e la eventuale presenza di parassiti.

Esame delle feci: ha lo scopo di individuare eventuali colonie di Candida Albicans, parassiti, o formazioni di sangue occulto.

Colonscopia e ecografia addominale: si tratta di due esami tramite i quali verificare la presenza di ulcere, infiammazioni o presenza di parassiti.

Questi esami vengono disposti dal gastroenterologo che, risultati alla mano, saprà indicare la giusta terapia e consigliare eventuali cambi di stile di vita al fine al fine di migliorare lo stato di salute generale dell’organismo.

Colite: quali terapie?

Buona parte delle coliti che derivano da sporadiche cattive abitudini alimentari, sono autolimitanti, ossia tendono a sparire, se pur lentamente, in maniera naturale al ripristino di un dieta sana ed equilibrata. In ogni caso sarà necessario compensare la perdita di fluido, potenzialmente pericolosa, e degli elettroliti.

Nel caso di colite con gravi perdite di sangue, per prima cosa si integra il ferro per prevenire l’anemia, mentre per la colite non virale, ma in presenza di un’infezione, sarà necessaria una terapia antimicrobica al fine di debellare l’agente patogeno. La terapia farmacologia specifica dipende dalla tipologia dell’agente patogeno.

Le coliti autoimmuni, invece, si trattano con terapie antiinfiammatorie e immunosoppressive a base di cortisone. Quando il paziente non tollera bene le controindicazioni del cortisone, si procede con la somministrazione di altri farmaci immunomodulanti.

A proposito delle terapie, non possiamo non aprire una parentesi per quanto riguarda i cosiddetti rimedi naturali che siano stati riconosciuti dalla comunità scientifica come efficaci. In questo senso l’assunzione di probiotici aiuta a regolarizzare le funzioni dell'intestino, così come l'integrazione nella propria dieta di alimenti con grassi nobili e omega 3.

La dieta per la colite: cosa mangiare?

La colite può essere prevenuta e limitata nell’aspetto degenerativo da uno stile di vita sano ed equilibrato. In particolar modo ciò che mangiamo ha una grande influenza sullo stato di salute del nostro intestino.

Dobbiamo ricordare dunque che alimenti come zucchero, grasso e carboidrati raffinati, sono da considerarsi come antagonisti delle funzioni intestinali in quanto promuovono lo sviluppo di fenomeni infiammatori. In linea più generale, tutti i cibi che fermentano, come frutta e verdura, non sono indicati per chi soffre di colite e possono creare disturbi per chi ne è predisposto.

Gli alimenti e le abitudini consigliate invece per chi soffre di colite sono i seguenti:

  • bisogna idratarsi durante tutta la giornata con un minimo di 1 e ½ - 2 d acqua al giorno;
  • è consigliabile mangiare la frutta però lontano dai pasti evitando così fenomeni di fermentazione e gonfiore in tutto l’apparato digerente;
  • sviluppare la buona abitudine di masticare bene e lentamente il cibo quando si mangia aiuta l’organismo nei processi digestivi e di assimilazione dei nutrienti. Inoltre è bene distribuire i pasti nell’arco della giornata evitando abbuffate poco salutari;
  • evitare di bere e mangiare alimenti troppo caldi o freddi previene disfunzioni di tutto l’apparato digerente;
  • evitare di assumere fermenti lattici in caso di episodi di diarrea.

Tutti questi consigli e indicazioni non solo sono utili a lenire i sintomi della colite, ma acquisiscono una particolare carattere preventivo per tutte le persone predisposte a soffrire di questo disturbo, nonché per tutti le persone affette da malattie come il diabete, l’arteriosclerosi e colesterolo alto.

Per quanto riguarda le patologie autoimmuni invece, non è possibile suggerire comportamenti che abbiano un valore preventivo.

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